Lavori di pubblica utilità il Polo delle Liste Civiche chiede alla Giunta convenzioni con il Tribunale, per reati di lieve entità e nei casi stabiliti dalla legge sostituiscono la pena detentiva o pecuniaria con attività non retribuite a favore della collettività
Arezzo- Mentre numerosi Comuni toscani consentono da anni di svolgere lavori di pubblica utilità come alternativa alla pena per i reati di minore entità, il Comune non ha ancora attivato questo strumento. Per questo il Polo delle Liste Civiche presenterà nei prossimi giorni un atto di indirizzo, firmato dai consiglieri comunali Marco Donati, Fabio Buricchi e Alessandro Meucci, con cui chiede alla Giunta di stipulare le convenzioni con il Tribunale di Arezzo necessarie all’attivazione dei Lavori di Pubblica Utilità (LPU) e dell’istituto della messa alla prova. La normativa nazionale prevede infatti la possibilità, per chi ha commesso reati di lieve entità e nei casi stabiliti dalla legge, di sostituire la pena detentiva o pecuniaria con attività non retribuite svolte a favore della collettività presso enti pubblici o organizzazioni del terzo settore. Un istituto che coniuga la funzione sanzionatoria con quella rieducativa prevista dalla Costituzione, favorendo il recupero e il reinserimento sociale della persona. Ad oggi, però, il Comune non ha sottoscritto le convenzioni necessarie con il Tribunale, rinunciando a un’opportunità già presente in molti altri territori. Una scelta che limita la possibilità, anche per i più giovani coinvolti in reati minori, di intraprendere un percorso di responsabilizzazione e restituzione alla comunità. “Arezzo non può permettersi di restare indietro su uno strumento che altrove è operativo da anni e ha già dimostrato la propria efficacia” sottolineano Donati, Buricchi e Meucci “Parliamo soprattutto di giovani che, dopo un errore, hanno bisogno di un’occasione concreta per assumersi le proprie responsabilità e ricostruire il rapporto con la comunità. I lavori di pubblica utilità non rappresentano uno sconto della pena, ma un modo diverso e più utile di scontarla, attraverso un’attività che produce un beneficio per la collettività. Per questo chiediamo alla Giunta di attivarsi quanto prima e stipulare le convenzioni con il Tribunale, colmando un ritardo che oggi penalizza Arezzo rispetto a molti altri Comuni della provincia di Arezzo. Ringraziamo l’esponente delle nostre liste civiche Giulia Paffetti, per aver contributo a segnalare e ad approfondire il tema”.