Mercato statunitense preziosi 50 imprese gioiello Made in Italy a Venezia per incontrare i buyer Usa workshop Ice-Confartigianato

arezzo

Arezzo- Saranno 50 le imprese orafe italiane partecipano al workshop per il mercato USA dei preziosi promosso dall’Agenzia ICE e da Confartigianato a Venezia presso il prestigioso Hotel Hilton Molino Stucky. Le eccellenze manifatturiere del gioiello made in Italy provenienti per la maggior parte dai principali distretti orafi del nostro paese, Arezzo e Vicenza, incontreranno i buyer selezionati dall’Agenzia ICE nelle giornate del 2 e 3 ottobre. Accanto alle imprese delle aree produttive del Veneto e della Toscana saranno presenti all’evento b2b numerosi artigiani dai poli orafi di Napoli/Torre del Greco e Valenza Po oltre che dalla Sicilia, dalla Calabria e dal Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa proposta da Confartigianato è stata resa possibile dal contributo messo a disposizione dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per l’incoming degli operatori del commercio all’ingrosso provenienti dagli Stati Uniti. L’Associazione ha offerto un consistente impegno economico ed organizzativo per la realizzazione dell’evento in collaborazione con la società di sistema Conf Export e con le sedi provinciali di Arezzo e Vicenza, condividendo con l’Agenzia ICE le attività di programmazione ed implementazione dell’iniziativa e curando il coordinamento delle imprese partecipanti. Il workshop nelle intenzioni degli organizzatori rappresenterà l’occasione per favorire l’incontro delle imprese italiane con quei buyer che pur non prendendo parte abitualmente alle principali fiere internazionali sono molto interessati al gioiello made in Italy. Gli Stati Uniti che rappresentano tradizionalmente il primo mercato di sbocco per l’export orafo italiano, hanno registrato nel periodo successivo alla crisi pandemica del 2020 una straordinaria performance nell’acquisto di oreficeria made in Italy. Nel corso del 2022 gli ordinativi dagli Stati Uniti hanno rappresentato il 15% del totale del nostro export nazionale di settore con una crescita del 58% rispetto al periodo pre-pandemia, per un valore di circa 1 miliardo e 500 milioni di euro.