L’iniziativa elettorale di domenica, un primo dibattito pubblico tra candidati a sindaco, hanno partecipato in tre, non ha partecipato il candidato a sindaco del centro destra Fabrizio Innocenti il tema cultura era limitato alle attività di Casermaarcheologica

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Sansepolcro- L’iniziativa elettorale di domenica mattina doveva essere incentrata sul tema della cultura, un primo dibattito pubblico tra candidati a sindaco, dei quattro hanno partecipato in tre, non ha partecipato il candidato a sindaco del centro destra Fabrizio Innocenti e corre l’obbligo di precisare che il tema cultura era limitato alle attività di Casermaarcheologica. Vediamo com’è andata per gli altri tre Catia Giorni, Laura Chieli e soprattutto per il candidato del centro sinistra Andrea Laurenzi nella narrazione della coalizione che lo sostiene. “CasermArcheologica, una delle associazioni più attive e vitali sul nostro territorio sia nell’ambito sociale che in quello culturale,” rendicontano dalla coalizione “ha organizzato ieri mattina un dibattito di fronte alla propria sede di Via Aggiunti, ai quali sono stati invitati i quattro candidati a sindaco di Sansepolcro. Le domande a cui questi ultimi sono stati chiamati a rispondere affrontavano temi cari all’associazione e progetti che CasermArcheologica si sta impegnando a portare avanti, o che si prefigge l’obbiettivo di realizzare insieme a chi amministrerà la città. Si trattava inoltre del primo confronto pubblico tra i candidati, all’interno del quale poter mettere apertamente a confronto le proprie idee. Sfortunatamente, Fabrizio Innocenti non ha partecipato, lasciando che la discussione coinvolgesse solamente Andrea Laurenzi, Laura Chieli e Catia Giorni.”. Ed ecco anche le domande poste dagli organizzatori e le risposte di Andrea Laurenzi: Stiamo sviluppando un progetto in cui intendiamo valorizzare l’artigianato locale con il contributo di artisti italiani e internazionali, per offrire occasioni concrete di apprendimento e innovazioni introno alle tecniche tradizionali. La proposta che facciamo riguarda una condivisione di obbiettivi con la futura amministrazione, per fare del progetto una politica territoriale. “La proposta è assolutamente centrata, in quanto maturata dall’esperienza di CasermArcheologica, che io sento sulla pelle. Basta entrare nei loro spazi per capire qual è la loro storia. Io credo fortemente nel fatto che un sindaco e chi vuole curare i beni comuni si debba concentrare su quelle che io definisco “agopunture urbane.” Nell’ambito di una visione condivisa di città, che pensa al lungo termine, penso che sia quello che serve. L’agopuntura cura una malattia agendo su un punto ben preciso con un’azione localizzata, ma poi si allarga e fa bene a tutto il corpo, ovvero alla comunità. Il progetto dell’artigianato artistico che si contamina con i linguaggi contemporanei è un’opportunità da sviluppare in coprogettazione.”. La proposta è creare un supporto individualizzato per i ragazzi nel loro percorso scolastico. Molti giovani portano avanti carriere scolastiche brillanti, ma altri faticano a proseguire il percorso di studi. Crediamo sia fondamentale dare a questi ragazzi gli strumenti e le competenze per esercitare le proprie attitudini al meglio. La proposta, già sviluppata questa estate, riguarda la creazione di un tavolo integrato tra diversi enti, impiegando parte delle risorse già esistenti per offrite aiuti e supporti ai ragazzi. “L’obbiettivo di un’amministrazione comunale non deve essere solo quello di lavorare con gli istituti scolastici e prendere parte ai vari tavoli, ma anche cercare costantemente di non standardizzare la conoscenza. Questo passa inevitabilmente da percorsi, storie e progetti che passano sempre più attraverso l’individualizzazione e la presa in carico delle differenze, delle difficoltà ma anche delle possibilità che ci sono in ogni ragazzo. Proposte come questa vanno in questa direzione, ma lo fanno acquisendo la forza della coprogettazione, mettendo sullo stesso tavolo tutti gli attori coinvolti. Un comune che non decide più in verticale, a canne d’organo, ma che si struttura diversamente, coinvolgendo il terzo settore, il mondo dell’associazionismo e la scuola. Nel nostro programma non pensiamo ad un ufficio interno al Comune, perché su questo muro ci siamo scontrati più volte. Credo che dovremo iniziare a pensare a un ufficio pubblico-privato, che possa attrarre risorse. Il territorio è in difficoltà e dovremmo sostenere associazioni che si pongono in dialogo con l’amministrazione per cercare strumenti di conoscenza che non la standardizzino, dando possibilità individuali a tutti i ragazzi.” Con l’esperienza del museo diffuso, abbiamo verificato che l’attuale organizzazione di promozione turistica ha un vuoto. L’ufficio turistico non ha la possibilità di promuovere la città presso tour operator o in contesti fieristici. Abbiamo creato un ufficio stampa nazionale e fatto partire un’attività di marketing territoriale. La proposta è quella di rendere strutturali questi elementi. “Un turismo esperienziale: questo è quello che vogliamo fare. Un turismo che coinvolga il viaggiatore da tutti i punti di vista: fisico ed emotivo. Un turismo che tocca tanti punti della città, ma anche dell’anima di chi viaggia. È un lavoro appena iniziato, ma che ci fa imboccare la strada giusta. Servono però innanzitutto i finanziamenti. Tropo spesso il turismo è stato marginale nelle strategie politiche della città, e abbiamo il bisogno urgente di far sì che gli investimenti diventino strutturali. Dobbiamo raccontare, narrare e vendere la Valtiberina. Se cominciamo a pensarci come appartenenti alla vallata e a tutto quello che ci può offrire in termini di paesaggio, possibilità ed elementi di accoglienza, ebbene è lì che dobbiamo dare una spinta. Il turista è un testimone che vede la città e la racconta, ma che ha anche una ricaduta concreta e immediata sulla vita cittadina. Allora dobbiamo investire su un percorso che ci porti a creare un brand territoriale e ci porti a un dialogo interno alla vallata e con la vicina Umbria, così da dialogare e raccontare noi stessi. La nostra amministrazione implementerà i percorsi di comunicazione proposti per far conoscere le tante ricchezze della Valtiberina.” Agevolare il rientro e l’inserimento nel contesto cittadino. Calmierare gli affitti di locali vuoti del centro storico e utilizzare vecchi edifici in disuso potrebbero permettere ai giovani di rientrare o trasferirsi a Sansepolcro, concedendogli condizione agevolate in modo da rendere il territorio di interesse per chi vorrà venire ad abitarlo. “La nostra suggestione, che abbiamo raccontato coralmente sabato scorso, è quella di coinvolgere tutte quelle persone che lasciano la città. L’idea è quella di strutturare una piattaforma permanente, che coordini tutti quelli che sono fuori. Un modo per l’amministrazione di raccogliere le idee anche di chi ha fatto esperienze diverse e vive fuori da Sansepolcro. Oggi la cittadinanza attiva può essere allargata anche a chi vive fuori. Nel nostro incontro di sabato sono arrivati ancora nuovi stimoli. Molti di loro tornano a Sansepolcro, ma se ci fosse un contesto di coprogettazione e lavoro, o un luogo dove poter abitare per certi periodi, potrebbero rimanere in città ancora di più. Questa è la strada: restare connessi con i nostri giovani e meno giovani, ma anche studiare luoghi d’insieme per vivere, lavorare e scambiare competenze.”. Inoltre, ad ognuno dei tre candidati presenti è stata data la possibilità di intervenire su un tema ad essi particolarmente caro. Andrea Laurenzi ha posto l’accento sull’importanza del collettivo e sul bisogno di incarnare il presente, il passato e il futuro di Sansepolcro. “Ho imparato che un amministratore deve concentrarsi su più dimensioni ma su due binari: affrontare il quotidiano, aspetto che deve essere in agenda, ma anche ragionare su temi alti come quelli discussi stamattina. Abbiamo delineato un contesto più ampio dove realtà innovative come CasermArcheologica si innesta e altre nascono. L’idea di coinvolgere i più giovani non è solo uno slogan da campagna elettorale. Nella nostra proposta i giovani hanno una parte centrale. Sono qui a vedere una generazione che va a ricostruire la nostra città, e siamo pronti ad abbracciare due generazioni, compresa quella ha insegnato a noi come ricostruirla. Siamo pronti a scrivere il futuro, con la consapevolezza di poterlo fare solo in maniera collettiva.”.

Amc