E’ allarme sanità in Valtiberina per la gestione del sociale all’Unione dei Comuni Conferenza dei Sindaci dubbi sulla riforma regionale, non la manda a dire neppure Rifondazione Comunista

sansepolcro- ospedale di zona di sansepolcro

Sansepolcro- E’ allarme sanità in Valtiberina, Antonella Valeri è la direttrice ad interim del Distretto di zona, fino al prossimo anno, nel corso del Consiglio comunale il sindaco Mauro Cornioli ha comunicato gli esiti dell’ultima Conferenza dei Sindaci, spendendo buone parole per la nuova direttrice, ma lanciando anche un importante campanello di allarme per la gestione del sociale, affidata all’Unione dei Comuni, poiché la scure della Regione potrebbe decurtare di un terzo le attuali risorse complessivamente stanziate e cioè cinquecento mila euro su 1,5 milioni circa. “Niente di ufficiale, ma è un’opzione che è stata proposta – spiega – Entro il 31 dicembre i nostri Comuni hanno inoltre l’obbligo di scegliere tra la convenzione sanitaria con Asl o la costituzione di un Consorzio Società della Salute.”. Già la Conferenza dei Sindaci aveva palesato dubbi sulla riforma regionale, evidenziando le problematiche e non la manda a dire neppure Rifondazione Comunista, la Federazione di Arezzo interviene sulla riorganizzazione del sistema sanitario toscano avviata nel 2015 evidenziando che il nuovo assetto della sanità in Toscana sta peggiorando i servizi sociali, sanitari e distrettuali e che chi ne subisce maggiormente sono i territori marginali come la Valtiberina e il Casentino. Anche per i comunisti dell’aretino occorre cambiare rotta “La riorganizzazione” spiega “ha prodotto un accorpamento delle Asl individuando 3 macro aree, sta disattendendo le aspettative degli utenti e dei territori che, oltre ad essersi già visti privati di servizi e specialistiche ospedaliere, dovranno subire l’accorpamento dei distretti sanitari e quindi un progressivo depauperamento dei servizi assistenziali, sociali e medici che verranno concentrati nei centri maggiori come Arezzo, Siena e Grosseto. Ci chiediamo a quali vantaggi porti questo riassetto, sia in termini economici che di efficienza, dato che le liste di attesa sono sempre più lunghe e costringono gli utenti a fare chilometri per poter fare una visita e/o un esame. Già le aree vaste a nostro avviso sono assurde se si pensa che quella “Sud-est”, quella che comprende le provincie di Arezzo, Siena e Grosseto, va dai comuni dell’Appennino a ridosso delle regioni Marche ed Emilia Romagna alle coste tirreniche e insulari come l’Isola del Giglio senza tener conto delle singole esigenze e delle differenze di queste zone. Rifondazione Comunista già da anni sta portando avanti battaglie sulla difesa dei presidi ospedalieri periferici, dei servizi e di tutte quelle realtà che fino ad oggi hanno avuto un punto di riferimento socio sanitario nella propria città. Il fatto stesso che, appoggiando l’iniziativa di vari Comitati a difesa della Sanità Pubblica, contribuimmo a raccogliere molte firme a proposta dell’indizione di un referendum popolare per l’abrogazione della L.R. 28/2015 e che poi questa proposta venne resa vana da una ulteriore modifica e ha permesso al progetto di privatizzazione della sanità toscana Rossi/Saccardi/Renzi di andare avanti. Oggi, mentre continuiamo a denunciare tale situazione insieme ai vari comitati, si assiste dunque alla manifestazione dei primi disservizi che, neanche troppo implicitamente, invitano gli utenti a rivolgersi a strutture private le quali, oltre ad avere il rimborso pubblico, si fanno pagare il ticket per ogni prestazione. Questo non è tollerabile, la sanità deve essere efficiente e pubblica, offrire i servizi di base ai tutti i territori in modo capillare, a partire da quelli, come la Valtiberina e il Casentino, che dovranno subire anche l’accorpamento nel Distretto Socio Sanitario aretino.”.

Anna Maria Citernesi