CasermArcheologica in residenza gli artisti Frongia e Delogu, Da Ulassai a Sansepolcro, arte e relazione mostra sugli esiti di residenza e confronto degli artisti con gli spazi di CasermArcheologica e con il territorio di Sansepolcro il progetto occasione per avvicinarsi all’opera dell’artista Maria Lai
Sansepolcro- CasermArcheologica ospiterà in residenza gli artisti sardi Daniela Frongia e Salvatore Delogu, nell’ambito di un progetto nato dal dialogo con la Fondazione Stazione dell’Arte di Ulassai, istituzione che custodisce e porta avanti l’eredità artistica di Maria Lai. Il progetto mette in relazione due esperienze culturali accomunate da una stessa attenzione: quella per l’arte come pratica capace di entrare in relazione con i luoghi, con le loro stratificazioni e con le comunità che li abitano. A Ulassai, Maria Lai ha costruito nel tempo una ricerca profondamente legata al territorio e alla dimensione collettiva dell’arte, arrivando con Legarsi alla montagna, nel 1981, a realizzare una delle esperienze più significative dell’arte pubblica e partecipativa italiana. È da questa idea dell’arte come spazio di relazione, ascolto e partecipazione che prende avvio il percorso che porterà Frongia e Delogu a Sansepolcro. I due artisti, attraverso linguaggi differenti, condividono una ricerca fondata sul rapporto diretto con la materia e sul valore conoscitivo del fare. Daniela Frongia lavora con il filo, la tessitura e l’intreccio, trasformando elementi tradizionalmente legati alla dimensione artigianale in strutture plastiche e ambientali. Il suo lavoro mette in relazione materia, spazio e gesto, dando forma a opere che si costruiscono attraverso il tempo e la ripetizione. Salvatore Delogu sviluppa invece una ricerca scultorea che attraversa materiali come ferro, terra e cemento, indagandone la dimensione fisica e narrativa. Le sue opere nascono dal confronto con la materia e dalla possibilità della scultura di raccontare luoghi, esperienze e trasformazioni. Durante la residenza, i due artisti entreranno in relazione con gli spazi, la storia e il contesto di CasermArcheologica, sviluppando un percorso di ricerca e interventi site-specific che nasceranno dall’esperienza vissuta nel luogo e dal confronto con il territorio di Sansepolcro. Il progetto sarà presentato al pubblico sabato 10 ottobre a cura di Marco Peri direttore della Fondazione Stazione dell’Arte di Ulassai. Alle 17: Le storie del dio distratto. Immagini, letture e visioni per esercitare lo stupore intervento di Marco Peri. A partire dall’esposizione di una copia del libro d’artista di Maria Lai Il dio distratto, realizzato nel 1990 come libro di stoffa cucito e successivamente riprodotto in formato cartaceo, l’incontro propone una lettura immaginifica del racconto attraverso immagini, parole e suggestioni. Le pagine prive di testo diventano lo spazio da cui far emergere storie, associazioni e visioni, seguendo i fili che attraversano l’universo poetico di Maria Lai: il mito, la fiaba, la tessitura, la scrittura, la memoria e il paesaggio. Un’occasione per avvicinarsi all’opera dell’artista non soltanto attraverso la conoscenza, ma attraverso l’ascolto, l’immaginazione e lo stupore, esercitando quello sguardo curioso e disponibile all’inatteso che Maria Lai ha continuamente sollecitato con il suo lavoro. Marco Peri, direttore della Stazione dell’Arte di Ulassai, sarà protagonista di un incontro pubblico dedicato alla ricerca e all’esperienza della Fondazione Stazione dell’Arte e al rapporto tra arte, territorio e comunità. L’incontro sarà anche l’occasione per approfondire il legame con l’eredità di Maria Lai e il percorso che ha portato alla collaborazione con CasermArcheologica. Alle 18 sarà inaugurata la mostra: Da Ulassai a Sansepolcro, arte e relazione. La mostra restituirà gli esiti della residenza e del confronto sviluppato dagli artisti con gli spazi di CasermArcheologica e con il territorio di Sansepolcro, attraverso opere e interventi nati nel corso del soggiorno. Il progetto rappresenta un’occasione per mettere in dialogo esperienze, pratiche e territori diversi, a partire da una concezione dell’arte non come elemento isolato, ma come possibilità concreta di costruire relazioni e generare nuovi modi di abitare e leggere i luoghi. La mostra sarà visitabile fino al 30 gennaio.
amc