Una delegazione dell’Associazione Cultura della Pace a Torino per consegnare il Premio Nazionale “Nonviolenza” edizione 2018 alla professoressa Anna Bravo che, per motivi di salute, non era potuta essere presente alla cerimonia di Sansepolcro

sansepolcro- centro storico veduta particolare

Sansepolcro- Una delegazione dell’Associazione Cultura della Pace si è recata nei giorni scorsi a Torino per consegnare il Premio Nazionale “Nonviolenza” edizione 2018 alla professoressa Anna Bravo che, per motivi di salute, non era potuta essere presente alla cerimonia di Sansepolcro. La Bravo si è detta onorata per il premio ricevuto e ha ringraziato l’Associazione Cultura della Pace e la Città di Sansepolcro, per quanto riconosciuto alla sua persona. Ha apprezzato moltissimo il gioiello raffigurante un origami a forma di colomba della pace, tenuto da una graffetta, simbolo della lotta nonviolenta norvegese, disegnato da Chiara Fabbrini, studentessa del Liceo Artistico di Sansepolcro, e ha voluto mandare un suo pensiero all’Associazione Il Lauro per la pergamena donatole e alla Scuola Primaria “C. Collodi” di Sansepolcro, in particolare alla classe III, per il bel disegno realizzato dai bambini. Inoltre, ha tenuto a sottolineare la sua volontà di venire a Sansepolcro che vede come “una comunità rigenerante nella quale passa molta vita”. La professoressa Anna Bravo, docente di Storia presso l’Università di Torino e una delle massime studiose italiane, è stata premiata “per i suoi studi sulle donne, sull’impegno sociale da loro profuso, sulla lotta partigiana e sulla resistenza nonviolenta, studi che hanno contribuito alla comprensione, progettazione, costruzione e edificazione di una società solidale, nonviolenta e pacifica” ha voluto donare all’Associazione Cultura della Pace, il suo ultimo lavoro, realizzato con lo storico Guido Crainz e pubblicato da Donzelli Editore nel 2018, dal titolo “Il Sessantotto sequestrato – Cecoslovacchia, Polonia, Jugoslavia e dintorni”, studio riguardante le lotte e i fermenti d’oltre cortina, non pienamente capiti a causa del “sequestro” operato dall’impero sovietico. Quelle lotte e quell’impegno civico hanno contribuito alla costruzione di un pensiero critico e attivo nella società, utile a un’Europa più consapevole.

A.M.C.