Un mese fa identificati i resti di Carlo Spini e Gabriella Viciani, i due coniugi deceduti nel disastro aereo del 10 marzo in Etiopia, il rientro delle salme domani mattina. Il rito funebre, dopo la partecipatissima commemorazione in Cattedrale, nel pomeriggio in Duomo

carlo spini gabriella viciani

Sansepolcro- Un mese fa venivano identificati i resti di Carlo Spini e Gabriella Viciani (nella foto), i due coniugi deceduti nel disastro aereo del 10 marzo in Etiopia, a seguito degli adempimenti burocratici, il rientro delle salme domani mattina. Il rito funebre, invece, che arriva dopo la partecipatissima commemorazione a marzo in Cattedrale, ci sarà nel pomeriggio in Duomo. L’identificazione è avvenuta con la comparazione delle tracce del dna dei resti con quello dei figli, resti ovviamente racchiusi in due distinti feretri sigillati. A bordo del boeing 737 della Ethiopian Airlines viaggiavano 150 passeggeri tutti deceduti, tra loro c’arano anche 8 italiani, tra i quali anche Matteo Ravasio 52enne di Africa Tremila, la onlus dove lavorava, tutti come volontari, assieme agli amici Carlo e Gabriella, i 76enni, medico ed infermiera, che dovevano raggiungere con l’amico bergamasco il Sudan per inaugurare un nuovo ospedale a Juba, poi alla loro memoria dedicato. Decollati dall’aeroporto di Addis Abeba, dopo 6 minuti ed a 62 chilometri di distanza, l’aereo rispondeva in modo errato ai comandi ed ha preso a scendere in picchiata schiantandosi al suolo.

Anna Maria Citernesi