Stamani prima udienza azione civile di responsabilità da 32 milioni di euro di danni, chiamato in giudizio dinnanzi al Tribunale delle imprese di Firenze l’imprenditore Piero Mancini, accusato di malagestione delle controllate, Ciet impianti, Cometi di Sansepolcro e la Mancini Group, distrazione di un milione e 435 mila euro

tribunale arezzo

Arezzo- Stamani c’è stata la prima udienza nell’azione civile di responsabilità da 32 milioni di euro di danni, chiamato in giudizio dinnanzi al Tribunale delle imprese di Firenze l’imprenditore Piero Mancini, dall’amministratore straordinario del gruppo commissariato dopo che era arrivato alla soglia del crac ed accusato di malagestione insieme alla figlia ed ad un gruppetto di consiglieri d’amministrazione e sindaci revisori delle tre società controllate, la Ciet impianti, la Cometi di Sansepolcro e la Mancini Group, la holding a capo delle società coinvolte. E’ il risvolto civile del processo per bancarotta fraudolenta davanti al Tribunale di Arezzo nel quale a Mancini, alla figlia e ad altri amministratori vengono contestate distrazioni di denaro per una sessantina di milioni di euro, nell’ultima udienza ha fatto comparsa un foglietto excel con annotate tutte le somme prelevate dalle casse e girate a Mancini per le sue spese personali, l’accusa parla di una distrazione di un milione e 435 mila euro che, secondo la difesa, erano pagamenti in nero, una difesa che per sfuggire alla condanna dei propri assistiti per il reato di bancarotta è pronta a autoaccusarsi di reati fiscali prescritti.

Anna Maria Citernesi