Piazzola di sosta franata e avvisi chiusura indagini vicenda amianto e rifiuti pericolosi lungo la E45 a Pieve Santo Stefano, e stavolta il processo non lo rischiano solo dirigenti e tecnici, ma l’azienda delle strade direttamente, le contestazioni ad Anas aver ottenuto un illecito guadagno di quasi 75 mila euro In tutto lo ricordiamo, tra persone fisiche e società sono 7, le società sono 3. anche i dirigenti della ditta di Città di Castello, e laboratorio di analisi di Sansepolcro che certifico la “pulizia” dei materiali stoccati in un deposito biturgense Intanto, i lavori Anas non sono iniziati e resta chiuso al traffico pesante il viadotto Puleto, gli operatori economici e gli autotrasportatori si arrabbiano, in attesa di conoscere il contenuto della perizia del consulente incaricato dal Gip

valtiberina toscana- piazzola sosta franata

Sansepolcro- Piazzola di sosta franata e avvisi chiusura indagini la vicenda in questo caso è quella dell’amianto e rifiuti pericolosi nella piazzola di sosta franata lungo la E45 a Pieve Santo Stefano, e stavolta il processo non lo rischiano solo dirigenti e tecnici, ma l’azienda delle strade direttamente, le contestazioni ad Anas aver ottenuto un illecito guadagno di quasi 75 mila euro, derivanti dal mancato smaltimento di materiale di scarto all’amianto, che sarebbe costato 300 euro per tonnellata, 72 mila euro in tutto e dalla possibilità di reimmettere sul mercato gli stessi detriti, al prezzo di 12 euro a tonnellata per un complesso di 2880 euro. Quasi il doppio di quanto Anas ha investito per la messa in sicurezza della frana, in tutto 39 mila euro. Un’inchiesta clamorosa anche questa, dopo quella ex Banca Etruria e quella della vicenda Coingas che infiamma gli animi in questi giorni. Il Procuratore, nel firmare l’avviso di chiusura indagini per i detriti dell’amianto della piazzola di sosta franata un anno e mezzo fa, cita direttamente la società, con i suoi rappresentanti legali. La legge 231 sulla responsabilità penale delle aziende prevede la condanna a pene pecuniarie. I reati contestati sono la gestione di rifiuti non autorizzata e il falso ideologico dei privati. In tutto lo ricordiamo, tra persone fisiche e società sono 7, le società sono 3. Ci sono anche i dirigenti della ditta di Città di Castello che rimosse il materiale di scarto della frana mandato dall’azienda delle strade, e due rappresentanti del laboratorio di analisi di Sansepolcro che certifico la “pulizia” dei materiali stoccati in un deposito biturgense. E non è l’unica inchiesta aperta sulla superstrada degli scandali, gli altri filoni sono attentato alla pubblica sicurezza dei trasporti e disastro colposo, ancora per la frana di Pieve Santo Stefano. Intanto, i lavori Anas non sono iniziati e resta chiuso al traffico pesante il viadotto Puleto, gli operatori economici e gli autotrasportatori si arrabbiano, il tutto in attesa che cresce sempre più di conoscere il contenuto della perizia del consulente incaricato dal Gip che doveva accertare se il viadotto con il ponte Puleto è davvero a rischio crollo.

Anna Maria Citernesi