L’Amministrazione appoggia il Kilowatt Festival, ma c’è un’altra idea di città

sansepolcro- centro storico veduta

Sansepolcro- L’Amministrazione segnatamente l’assessore alla “Cultura” Gabriele Marconcini appoggia il Kilowatt Festival ecco il punto di vista “Dopo le recenti discussioni che hanno riguardato l’ultima edizione del festival di Kilowatt, merita forse manifestare e ribadire quanto questa amministrazione sia vicina a tutte quelle associazioni e quei soggetti cittadini che nel dibattito di questi giorni sono stati posti in maniera antitetica alla rassegna di teatro contemporaneo che ha recentemente interessato la nostra città. Come amministrazione, pochi giorni fa abbiamo constatato che il bilancio del festival quest’anno sia stato complessivamente positivo, nonostante alcuni suoi aspetti possano essere migliorati, soprattutto per quanto riguarda alcune modalità attraverso le quali l’evento si interfaccia con una parte del tessuto cittadino. Nonostante fosse stato più comodo tacere, abbiamo condiviso pubblicamente questo dato perché quando un progetto è sostenuto dall’amministrazione ci sentiamo in dovere di rivendicarne la collaborazione. Kilowatt, oltre ad essere legato al Comune di Sansepolcro da un progetto europeo pluriennale che abbiamo ereditato dalla scorsa amministrazione, rappresenta un segmento dell’offerta culturale che, a onor del vero, abbiamo sempre dichiarato – sin dai tempo dalla campagna elettorale – di voler sostenere insieme, ovviamente, al resto del ventaglio di proposte cittadine. Tutto questo però non deve in alcun modo mettere in discussione né la considerazione né il rispetto che nutriamo nei confronti di tutte le altre associazioni cittadine, a partire da quelle storiche che da sempre incarnano la nostra più intima identità; realtà cittadine che ogni qualvolta sono state chiamate a dare un contributo alla città lo hanno fatto, con serietà, passione e spirito di sacrificio. Persone che quando sono state chiamate in causa, a partire dagli eventi organizzati dal Comune, hanno sempre risposto positivamente, attivandosi per la città e lavorando per essa quasi sempre a titolo volontario. Per questi motivi la riconoscenza che come amministrazione abbiamo nei loro confronti è massima, a prescindere dal giudizio che possiamo aver espresso rispetto ad una manifestazione che rappresenta uno specifico ambito culturale. Allo stesso tempo crediamo non sia utile mettere a confronto i diversi contributi che le varie associazioni percepiscono dal Comune perché ognuna di loro è legata all’ente pubblico da uno specifico legame di collaborazione e supporto che non si limita al finanziamento economico: ad esempio, per le iniziative del settembre biturgense il Comune oltre a garantire un contributo economico alle associazioni storiche si impegna a sostenere il costo di noleggio delle tribune, quello del piano della sicurezza e della protezione civile, oltre che quello di altre serate collaterali. E’ sempre stato così ed è a nostro modo di vedere giusto che ciò avvenga anche in futuro perché è legittimo che l’ente pubblico eserciti un ruolo di primo piano nell’organizzazione di una manifestazione, in questo caso il cosiddetto “Settembre Biturgense”, che è volta a valorizzare il nostro più prezioso patrimonio storico e identitario, cioè una risorsa che caratterizza e connota l’intera città. Il fatto, in definitiva, che tutto ciò non avvenga per molte delle altre realtà del panorama cittadino, che invece devono sostenere tutto autonomamente, ci induce a ribadire che ogni progetto ha una dinamica a se ed è riduttivo ricondurre tutto al confronto numerico dei contributi che il Comune elargisce. Contributi che del resto in molti casi vorremmo certamente incrementare, come segno concreto di un appoggio istituzionale a tutti quei progetti che sono volti a valorizzare le nostre peculiarità culturali; sarebbe bello ma la legge dei numeri, le difficoltà a far tornare un’equazione che è sempre più complicata, il bilancio comunale, ci impedisce talvolta di dare un segnale in questa direzione. Per questo crediamo sia opportuno utilizzare anche questa occasione per esternare e condividere una sensibilità che rimane un punto fermo della nostra azione culturale: un indirizzo che, ogni qualvolta sarà possibile, si tradurrà con il massimo appoggio nei confronti del nostro prezioso tessuto associativo cittadino.” lo rispettiamo questo punto di vista, fino ad un certo punto, si riconosce il valore delle altre associazioni ma poi è sempre la stessa storia: tutte sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre, lo si può anche non condividere, e questo sta accadendo e dobbiamo rilevarlo, di soldi ne prendono abbastanza dai post comunisti delle Ue, sono già ampiamente coperti dai noti concorsi del Pd senza che il Comune debba essere coinvolto per sborsare ulteriormente, c’è un’altra idea di città che si sta facendo largo, sarebbe più opportuno che un’Amministrazione concentrasse le risorse per quei servizi essenziali per i cittadini al di là di tutta questa cultura, ce n’è a bizzeffe e a guardar bene questa offerta culturale è anche vecchia e assai poco condivisa, come novità mischia di tutto e di più, e a Palazzo, o non hanno capito o fanno i finti tonti, la richiamano rassegna di teatro contemporaneo!, 2.500 euro potevano anche starci per il teatro contemporaneo anche qualcosa in più in altri tempi più facili per tutti, (e questa discussione è sacrosanta non una guerra tra poveri, semplice concretezza e buon senso), ma  passare a 16 mila euro e che ricadono sul Comune, specialmente in questi anni! guardiamo come sono ridotte le strade, l’illuminazione, la segnaletica, alcuni parcheggi, e poi, in secondo luogo, come si può non comprendere il punto di vista delle altre associazioni! I precedenti si sarebbero impegnati anche a sostenere anche la spesa delle utenze di Capotrave/Kilowatt al Teatro alla Misericordia. Diciamola tutta senza tante ipocrisie: non viene dato un bel esempio, a questi non gli basta mai ed hanno paura di perdere il monopolio “culturale”! Questo è quello che pensano molti cittadini.

Anna Maria Citernesi