Il procuratore capo di Firenze ospite in prefettura incontro dedicato al tema della prevenzione dell’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia locale ed in particolare nell’attività degli enti locali. intese affaristico-mafiose “azione di vigilanza e controllo diretta ad intercettare quelle operazioni, formalmente legali, ma che in realtà sono state costruite solo per riciclare denaro sporco, diffidando di iniziative imprenditoriali che promettono facili investimenti dal punto di vista sociale ed occupazionale”

sansepolcro- via aggiunti

Sansepolcro- Il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Cerazzo, ospite ieri in prefettura per un incontro dedicato al tema della prevenzione dell’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia locale ed in particolare nell’attività degli enti locali. Erano presenti i vertici i vertici delle forze dell’ordine, rappresentanti della Dia di Firenze, il presidente del tribunale di Arezzo Clelia Galantino, il procuratore Roberto Rossi, l’assessore regionale Vittorio Bugli, sindaci e amministratori il vicepresidente della Provincia Eleonora Ducci, il presidente della Camera di Commercio Andrea Sereni, dirigenti della Asl, delle polizie municipali delle categorie. Prima dell’incontro si è svolta una riunione tecnica dalla quale è emerso, che “nella provincia di Arezzo, allo stato attuale, non emergono situazioni di radicamento di organizzazioni criminali”. Semmai resistono, anche qui, le intese affaristico-mafiose e la provincia “è sempre più spesso oggetto di operazioni finalizzate al reimpiego di capitali illeciti come testimoniano recenti misure interdittive adottate dalla prefettura nei confronti di alcune aziende”. Il procuratore Creazzo ha evidenziato l’assoluta necessità che tutte le pubbliche amministrazioni prestino la massima attenzione sui pericoli di infiltrazione nei circuiti economici e nei contesti sociali ad opera dei sodalizzi criminali. La Provincia, ha detto, vanta una consolidata rete di solidarietà sociale ed una diffusa tradizione di cultura della legalità che ha impedito ai gruppi malavitosi di radicarsi stabilmente. Ma allo stesso tempo bisogna mantenere l’azione di vigilanza e controllo diretta ad intercettare quelle operazioni, formalmente legali, ma che in realtà sono state costruite solo per riciclare denaro sporco, diffidando di iniziative imprenditoriali che promettono facili investimenti dal punto di vista sociale ed occupazionale. Il Prefetto ha rilevato che un particolare impegno deve essere riservato, da tutte le pubbliche istituzioni, al settore degli appalti pubblici e delle forniture.

Anna Maria Citernesi La Nazione