E’ scomparso anche Luana, l’artista della Compagnia Artisti di Sansepolcro Franco Cerrini, un altro personaggio fra i caratteristici di Sansepolcro

Franco Cerini

Sansepolcro- E’ scomparso anche Luana, l’artista della Compagnia Artisti di Sansepolcro Franco Cerrini, un altro personaggio fra i caratteristici di Sansepolcro, lo scorso giovedì a Firenze nella clinica dove era ricoverato, a causa di una infezione insorta sui postumi di una complicata operazione alle valvole cardiache, Franco Cerini. Ne dà notizia la Compagnia biturgense, Cerini personaggio caratteristico di Sansepolcro nato il 4 ottobre del 1962, creativo autodidatta, amava farsi chiamare, per più motivi, Luana. Questo suo “nome d’arte” lo aveva accompagnato in una serie di mostre recenti in cui aveva proposto al pubblico della Valtiberina il suo astrattismo fatto con colori acrilici e l’utilizzo di strumenti alternativi al pennello, qualche volta anche le proprie unghie. La salma hanno annunciato che è stata riportata a Sansepolcro, dalla agenzia di Pompe Funebri Fieri, nel giorno venerdì scorso. Le sue condizioni di salute e una serie di episodi sfortunati che gli avevano resa la vita difficile non gli avevano impedito di sviluppare questo suo lato creativo che gli ha permesso di mettere in luce non solo la sua ingenuità ma anche una sua sensibilità che, negli ultimi anni, stava elaborando e coltivando. Aveva debuttato come creativo a Sansepolcro nel luglio del 2011 con la sua Mostra di Pittura “Capire l’astratto e altro” alla quale sarebbero seguite altre mostre che continuavano, anche nel titolo, a far riferimento a questa sua prima esposizione. La sua prima mostra era rimasta aperta dal 19 al 28 luglio nella Sala Espositiva Comunale di Palazzo Pretorio; si trattò di un debutto che gli permise, come ebbero modo di osservare in molti, di affermare se stesso, specifica il presidente della Compagnia Artisti Michele Foni. Alla mostra furono presenti non solo gli amministratori dell’epoca e tanti pittori del territorio, spiega Foni, ma anche tanti curiosi che ebbero modo di ascoltare e capire il suo bizzarro modo di dipingere che spesso si avvaleva dell’utilizzo di strumenti insoliti. In realtà Cerini aveva precedentemente seguito con interesse le mostre personali e collettive di pittura e arte varia del territorio della Valtiberina, ed in particolare quelle della Compagnia Artisti, raccogliendo lo stimolo iniziale. A seguito della Compagnia Artisti si era affacciato anche a mostre di caratura nazionale, dice sempre Foni. “E’ senza dubbio un creativo che sta cercando di formarsi uno stile proprio. Ci troviamo di fronte ad una persona di sensibilità particolare che cerca, con le proprie opere, di condividere con gli altri, la sua originale personalità – si legge nel comunicato ufficiale della Compagnia Artisti dell’epoca – Cerini è apparso, tra l’altro, tra i ritratti della Serie Arsomiglio del Borgo confluiti nella Mostra e nel catalogo omonimi del Fotografo messicano Ricardo Mendez Pastrana, recentemente conclusasi nella medesima sala espositiva di Palazzo Pretorio”. E’ stato anche oggetto dell’attenzione di altri artisti che lo hanno considerato un modello interessante; tra questi ricordano il pittore Evangelista Felici, in Arte Cico, che lo ha ritratto con i colori acrilici in bianco e nero. I cittadini della Valtiberina lo ricordano, oltre che nelle vie del centro storico indissolubilmente legato alla sua auto sempre stracolma di quadri, alla giornata di pittura estemporanea a Sansepolcro, nell’ambito della Festa dei Fiori, o nelle estemporanee ad Anghiari, specifica il Foni. I quadri sono quasi tutti astratti con poche eccezioni in cui si intravede la figura umana. Ogni opera di Cerini “è espressione di un turbamento,” scrivono dalla Compagnia “è ricerca di una affermazione e, a tratti, il simbolo del desiderio di accreditare il proprio animo tumultuoso – è riportato sempre nei comunicati della Compagnia Artisti – I colori sono dati, il più delle volte, senza cercare di mescerli ed in alcune occasioni stesi con il mattarello. Il creativo cerca quasi di dominare l’imprevedibile risultato di questa tecnica di pressione. Più spesso il colore segue gli imperscrutabili cammini della dinamica e dello schiacciamento. Ma è possibile prevederne l’andamento? Più probabilmente è determinante la scelta dei colori e delle loro quantità; si potrebbe dire che questa giocosa tecnica si sta affinando nel tempo ed ora Cerini si diverte a metterla in atto con sempre maggiore consapevolezza. Alcune opere sono squisitamente e segnatamente monocromatiche, altre raccolgono un po’ tutta la tavolozza di colori”. Poteva succedere anche che l’opera scelta per la locandina di turno facesse eccezione, aggiunge Foni che come sempre si dilunga, rispetto alle opere dell’esposizione. Nella prima locandina una maschera tribale si inseriva in un labirinto di emozioni con lo sguardo che sembrava quasi perso a rappresentare la ricerca di un uomo che si confronta con un mondo foriero di imprevedibili risvolti. Si dovrà dare sicuramente un giudizio unanime all’opera di Cerini quando si comprende la grande opportunità di crescita personale che questa ha rappresentato per lui. Lui, conclude, non ha mai abbandonato fino all’ultimo momento questa opportunità che gli ha permesso, viatico per il domani, di guardare al futuro che purtroppo per lui stava per interrompersi troppo presto.

A.M.C.