Crac Etruria, per il liquidatore una storia che viene dal lontano, credito e sofferenze nell’atto di citazione i passaggi più significativi

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Arezzo- Sarebbe una storia che parte da lontano. Ed è una storia che il liquidatore Giuseppe Santoni, attraverso l’atto di citazione firmato dall’avvocato Briguglio, ricostruisce per sommi capi nella parte che riguarda la concessione del credito e le sofferenze da essa generata, ed a leggerlo è davvero sbalorditivo, ecco i passaggi più significativi riporati dal caporedattore del nostro giornale. “Gli ex amministratori e il direttore generale nei due trienni 2009-2011 e 2012-2014 sono innanzitutto gravemente responsabili della dissennata erogazione di credito senza adeguate garanzie, senza rispettare le procedure interne previste dai regolamenti della banca… e per la gran parte anzi nell’intento di agevolare soggetti legati direttamente o individualmente agli ex esponenti aziendali a danno della solidità patrimoniale della Bpel”. Tesi, peraltro, che i protagonisti avevano a suo tempo respinto, chiamando in causa le precedenti gestioni quali responsabili delle fondamenta del successivo dissesto. L’atto di citazione ricorda anche gli antecedenti “Nel 2009 dopo trent’anni si è conclusa per Bpel la gestione Faralli, gestione caratterizzata dalla così detta banca aggregante, strategia rivelatasi tutt’altro che vincente in quanto nessuna banca concorrente si era stabilmente avvalsa delle società di servizi appositamente costituite da Bpel, le quali avevano presentato la propria attività esclusivamente per Bpel”. ciò, secondo il liquidatore, aveva creato un “inutile, e allo stesso tempo notevole, aggravio di costi di struttura”. Ma è il dopo, sostiene Santoni, che porta alla catastrofe. Particolare sottolineatura trovano nell’atto i conflitti di interesse per crediti “di importo assai rilevante e dopo poco tempo dall’erogazione divenuti in prevalenza anomali e poi passati a sofferenza con gravi perdite per la Bpel”. Bankitalia, si insiste, nella terza ispezione “ha riscontrato la sussistenza di 13 amministratori e 5 sindaci portatori di propri interessi in 198 posizioni di fido, per importi accordati pari a complessivi 185 milioni”.

Amc La Nazione