Casa della Salute lista civica Il Nostro Borgo “Accogliamo con positività la posizione di sostegno al progetto già manifestata da alcuni gruppi di minoranza e siamo a disposizione per proseguire il dialogo con la Azienda anche per attuare altri progetti nel nostro territorio”

Sansepolcro- veduta dalle colline

Sansepolcro- Casa della Salute un altro argomento molto sentito di cui si discute molto in questi giorni, per via della collocazione della nuova struttura, che anche l’Amministrazione, come pare il Comune, è propensa ad individuare al Centro Valtiberino, dopo la Commissione consiliare allargata al direttore generale della Asl Toscana sud est interviene anche la lista civica Il Nostro Borgo contribuendo al dibattito, considerato anche che sulla sanità per martedì mattina il Partito Democratico e del suo gruppo consiliare hanno organizzato una conferenza stampa di presentazione del documento redatto dalla Direzione del Partito sulla sanità nella stanza dei gruppi consiliari al terzo piano di Palazzo delle Laudi. Ma tornando allo specifico argomento Casa della Salute “il direttore generale, Enrico Desideri” commenta Il Nostro Borgo Enrico “ha innanzitutto illustrato alle rappresentanze politiche i benefici che deriverebbero dalla costituzione di una Casa della Salute, rappresentati da maggiori servizi sanitari e socio-assistenziali e da un miglior accesso alle cure attraverso un migliorato collegamento fra pazienti e strutture di cura. Da uno studio appositamente effettuato, infatti, è emerso che nelle città ove si trova una Casa della Salute gli abitanti hanno una aspettativa di vita maggiore di 4 anni. Questi dati di estremo rilievo hanno indotto la Azienda Toscana a voler costituire una Casa della Salute anche a Sansepolcro per l’importanza della città stessa e dell’intero territorio della Valtiberina. Di questo Il Nostro Borgo non può che rallegrarsi. Nel corso della seduta Desideri ed i medici presenti hanno poi potuto fugare i dubbi espressi da alcuni consiglieri e smentire le imprecisioni che sono state diffuse nei giorni scorsi. In primo luogo tale operazione non comporterà alcun tipo di spesa per le pubbliche finanze. La Casa della Salute, infatti, è una struttura gestita dai medici di base nell’ambito dell’autonomia di liberi professionisti che la legge riconosce loro. Saranno i medici stessi a sostenere le spese per utenze, affitti ecc mentre l’Azienda corrisponderà loro il compenso per lo svolgimento di tale attività che è previsto dalla legge nazionale. Niente spreco di denaro pubblico, quindi, ma solo l’ottimizzazione di quanto previsto dalla legge. L’individuazione, poi, di uno spazio privato è ancora un falso problema. La Direzione Generale, infatti, ha specificato che a Sansepolcro non sussistono aree pubbliche idonee allo scopo, pur valutate in prima battuta, in quanto è sotto gli occhi di tutti i cittadini che i locali di via Santi di Tito non sono dotati di sufficienti parcheggi: l’area è già adesso congestionata, impensabile farvi confluire anche i pazienti di ben otto medici di base. Nemmeno i locali interni, poi, sono sufficienti e, come è stato ben spiegato dalla dottoressa Valeri, sarebbe necessario spostare il Consultorio, soluzione di certo non percorribile. La Casa della Salute non può sorgere nemmeno nei locali dell’ospedale in quanto, come è stato ben spiegato, si tratterebbe di una scelta concettualmente e tecnicamente sbagliata trattandosi di percorsi alternativi e che vanno ad integrarsi. Non può non rilevarsi che le voci contrarie sono quelle incancrenite su anacronistici e superati preconcetti ideologici, come quello che si basa sulla contrapposizione forzosa fra pubblico e privato, o su pseudobattaglie condotte in nome del più bieco populismo contrario per partito preso. Serve ben altra levatura  alla politica della città se vogliamo stare al passo e garantire ai cittadini le risposte che meritano. Specie nell’ambito della sanità. Accogliamo con positività, pertanto, la posizione di sostegno al progetto già manifestata da alcuni gruppi di minoranza e siamo a disposizione per proseguire il dialogo con la Azienda anche per attuare altri progetti nel nostro territorio. A questo noi crediamo serva la politica.”.

Anna Maria Citernesi