Cambia il clima l’agricoltura toscana soffre siccità sete Regione potenzia diga di Montedoglio entro due anni 148 milioni metri cubi acqua

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Sansepolcro- Cambia il clima ed anche la Toscana ha sete. L’agricoltura toscana soffre la siccità causata da autunni poco piovosi e dall’aumento dell’intensità della pioggia che causa danni e, comunque, non porta acqua al terreno. Lo ha spiegato il presidente dell’Accademia dei Georgfili Gianpiero Maracchi all’inaugurazione del 264esimo anno dell’Accademia. In Toscana il fabbisogno irriguo medio è di 150 milioni di metri cubi di acqua all’anno, ma a causa della dispersione questa quantità va maggiorata del 30% arrivando ad un prelievo di 200 milioni di metri cubi. “Sono disponibili i fondi del nuovo piano Junker” ha spiegato il commissario europeo Phil Hogan (nella foto) ospite per l’evento inaugurale nel Salone dei Cinquecento a palazzo Vecchio “per questo abbiamo stabilito di lavorare con la Toscana su un progetto che permetta di avere maggiore acqua in quantità e qualità”. La Regione ha intenzione di potenziare i bacini idrici tra cui la diga di Montedoglio, che il più grande della Toscana e che serve soprattutto la Valdichiana aretina e senese, attualmente ha una capacità d’invaso di 80 milioni di metri cubi, di cui 9 destinati all’idropotabile e gli altri all’irrigazione, a causa del crollo delle barriere in cemento avvenuto alla fine del dicembre 2010. Entro due anni dovrebbe essere riportata a 148 milioni di metri cubi di acqua, i lavori di ripristino sono in fase di progettazione costeranno 6 milioni di euro, dovrebbero partire entro la primavera del 2018.

Amc La Nazione