Assassinio Catia nuovi scenari dalla comparazione racconti e confronto dei Dna Nel mirino frequentazioni della vittima in bar di via Aggiunti

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Sansepolcro- Assassinio di Catia Dell’Omarino ieri sviluppi importanti, nuovi scenari, tra gli over 50 (una decina, tutti residenti nel Biturgense) finiti nel mirino degli inquirenti i primi riscontri di natura scientifica (Dna) hanno dato esito negativo. Ad uscire dell’indagine sono quelli considerati meno “attenzionati” rispetto ad altri. Una prima scrematura. Nei prossimi giorni, non più tardi dell’inizio della prossima settimana, i carabinieri avranno a disposizione le comparazioni, forse quelle decisive. La pista umbra è definitivamente tramontata. La soluzione dell’omicidio della quarantenne potrebbe arrivare dal racconto incrociato di persone che non solo quella notte hanno visto qualcosa di “interessante”, ma pure nelle giornate precedenti. Aspetto questo molto importante, su cui gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. Le persone convocate in caserma che appartengono alla fascia di età tra i 50 e i 60 anni, tutte di Sansepolcro, tutte insospettabili e tutte molto imbarazzate nell’ammettere le “frequentazioni” con Catia, non hanno raccontato la verità difronte ai carabinieri che li stavano interrogando. L’impressione è che l’assassino possa essere stato aditittura “coperto” da qualcuno, magari da un amico o un sempolice conosciente. Ma questa è solo, per ora, un’indiscrezione. Sta di fatto che la quarantenne trovata senza vita ai margini del torrente Afra in località La Montagna tra l’11 e il 12 luglio ha incontrato a Sansepolcro l’uomo che l’ha uccisa e l’incontro potrebbe veder coinvolta una persona conosciuta nell’ambito delle frequentazioni che la vittima aveva in un bar di via Aggiunti.

Amc La Nazione