Anche ostacolo alla vigilanza altra condanna per ex vertici Banca Etruria nel processo di Appello Fornasari e Bronchi nel giudizio di primo grado erano stati assolti

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Arezzo- Condannati a 5 anni per bancarotta Giuseppe Fornasari, ex presidente, e Luca Bronchi, ex direttore generale, sono stati condannati in Appello anche per ostacolo alla vigilanza di Banca d’Italia in un altro filone del processo agli ex vertici di Banca Etruria, il crac dell’istituto di credito aretino. Un anno ed un mese la pena per entrambi, che è comunque sospesa coi benefici di legge, di sicuro le difese ricorreranno in Cassazione. Nel giudizio di primo grado erano stati assolti, prosciolto anche in Appello, invece, l’ex responsabile del Risk Management David Canestri. Era stata la Procura di Arezzo a firmare il ricorso in Appello, il cui verdetto ribalta, dunque, la decisione del Gup. Resta, per ora, la provvisionale stabilita dalla Corte d’Appello in favore di Banca d’Italia che si era costituita parte civile e che si è battuta per la riforma della sentenza iniziale: 327 mila euro da pagare in solido, come danni Bankitalia. Il capo d’imputazione deriva in gran parte dalla relazione ispettiva di Bankitalia che impose a Bpel di cancellare i benefici dell’operazione del conto economico, tra il novembre 2012 ed il settembre 2013 furono riscontrate irregolarità che indussero via Nazionale a trasmettere in Procura la sua relazione ispettiva, quindi perquisizione della sede ed avvisi di garanzia sfociati nel processo, e c’è anche il falso in prospetto sulle subordinate azzerate che incombe. Le accuse riguardavano la sottovalutazione dei crediti deteriorati, con il ritardo nell’appostare a perdita di bilancio i prestiti ammalorati per decine se non centinaia di milioni, con ciò impedendo a Banca d’Italia di avere un quadro completo di un istituto in gravissima difficoltà finanziaria, e la cessione dell’immobiliare Palazzo della Fonte, che raccoglieva il patrimonio immobiliare di Bpel, fu venduta, è l’ipotesi, ad acquirenti finanziati in parte dalla stessa Banca Etruria con prestiti a società satellite, prassi che non fu comunicata a Banca d’Italia, quindi ostacolo alla vigilanza.

Anna Maria Citernesi