Al centro del drappo campanili delle chiese come frecce a centrare il rosone della Cattedrale nel 500esimo anniversario della nascita della diocesi di Sansepolcro che determinò l’elevazione a città, è il Palio che domenica 13 settembre Sansepolcro e Gubbio si contenderanno chiusa al pubblico spettatore

palio

Sansepolcro- Al centro del drappo i campanili delle chiese puntano come frecce a centrare il rosone della Cattedrale nel 550esimo anniversario della nascita della diocesi di Sansepolcro che determinò l’elevazione di Sansepolcro a città, ai lati un balestriere per ciascuna città, in basso a sinistra lo stemma papale dei Medici, il papa fiorentino Leone X artefice nel 1520 della Bolla, conservata nell’Archivio Vescovile di Città di Castello alla cui diocesi Sansepolcro apparteneva assieme ad altri documenti trafugati quando i borghesi furono liberati dal dominio, a destra in basso due raffinati levrieri, dal manto bianco e nero i colori della città, a richiamare i cani di Sigismondo Pandolfo Maletesta, signore di Rimini, che anch’essa dominò Sansepolcro, è il Palio che domenica 13 settembre Sansepolcro e Gubbio si contenderanno, in una piazza Torre di Berta chiusa al pubblico spettatore, nella gara di ritorno dalla sconfitta lo scorso mese in terra eugubina, ed è stato realizzato dalle merlettaie di Sansepolcro dell’Associazione Il Merletto nella Città di Piero rappresentate dalla presidente Lelia Riguccini che sperano di trattenere dopo la dipartita di un altro drappo realizzato dal sodalizio biturgense in passato e presentato nella Sala del Consiglio comunale, annullato il tradizionale cerimoniale come tutte le altre feste collaterali al Palio della Balestra Gubbio Sansepolcro che si svolgerà per salvaguardare l’ultrasecolare tradizione della gara con gli amici rivali umbro eugubini.

Anna Maria Citernesi